Il tartaro dentario e l’alitosi nel cane e nel gatto.

E’ frequente nei cani di piccola taglia e in molti gatti, alimentati prevalentemente con cibi molto morbidi, l’accumulo di ingenti depositi di tartaro soprattutto sulla superficie esterna dei denti, sia sopra la gengiva, sia sotto, con formazione di suppurazione, necrosi e proliferazione batterica. Il tutto con esiti catastrofici per l’olfatto dei proprietari e con sviluppo di patologie non solo dentarie per il cane.La parodontopatia (questo è il termine tecnico della patologia) è l’affezione più frequente che riguardi i denti dei cani e dei gatti.Comporta dolore, infezione ed infiammazione della gengiva e dell’alveolo, talvolta stomatite generalizzata, difficoltà od impossibilità ad una corretta prensione dell’alimento e masticazione, ingestione di grandi quantità di germi patogeni, infine caduta del dente interessato.Dato che la prevenzione è la sola in grado di mantenere efficiente e sana la bocca del cane, suggerisco di verificare di persona, periodicamente, lo stato di salute della bocca del proprio animale e conseguentemente di prevenire l’accumulo di tartaro ricorrendo alla somministrazione di cibi secchi e fibrosi, infine e soprattutto portando a periodiche visite il cane o il gatto per controllare lo stato di salute dei suoi denti, ricorrendo se necessario all’asportazione dei depositi evidenziati (detartraggio).Per quanto riguarda la terapia, il problema del tartaro e della parodontosi si risolve in sede ambulatoriale con una meticolosa asportazione del tartaro, con curettage al dente ed alla gengiva, e con la successiva somministrazione di antibiotici selettivi per il cavo orale e toccature con antisettici gengivali.


Alberto FRANCHI
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Verona
Ambulatorio Veterinario Avesa - Verona

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