Come far convivere due animali insieme?

Prima di avvicinare e fare convivere i due animali è indispensabile sottoporli ad una accurata visita di controllo per evidenziare eventuali patologie contagiose: non è infatti piacevole trovarsi a dover curare due animali che si sono trasmessi anche solo dei parassiti cutanei. Il lavoro diviene più oneroso…non solo da un punto di vista economico. Nel caso in cui un gatto ed un cane si trovino per la prima volta a convivere strettamente non occorre attendere che insorgano problemi cui porre rimedio: è utile invece procedere gradualmente nell’incontro dei due soggetti per non determinare reazioni di paura o di aggressività, dalle quali è sempre difficoltoso ritornare in breve tempo ad una situazione di serena convivenza. Meglio quindi avere le giuste cognizioni per presentare un cane ad un gatto e viceversa, piuttosto che correre ai ripari dopo alcune accidentali zuffe. E’ necessario innanzitutto non avere fretta e programmare un periodo di transizione nel corso del quale bisogna sviluppare l’adattamento dei due animali. Questo può essere realizzato con una presentazione graduale dei soggetti, prevenendo non solo attacchi, ma anche stati d’ansia e atteggiamenti di paura, che rallentano in modo considerevole l’ottenimento della convivenza auspicata. Non è opportuno forzare gli animali a relazioni strette, per esempio proponendo incontri ravvicinati forzati: tutto si deve svolgere secondo ritmi favoriti dal proprietario, ma che gli animali determineranno. In sintesi: si tratta di prevenire i comportamenti aggressivi mantenendo a dovuta distanza gli animali fino al momento in cui non si riesce a percepire che la tensione va scemando; inoltre viene consigliato di premiare i comportamenti di accettazione, rinforzandoli con carezze, lodi ed anche piccole somministrazioni di cibo. Va ricordato inoltre che, se un animale già abita una casa, il nuovo viene da lui considerato un forestiero, o meglio un “invasore” del proprio territorio, del quale egli ha il diritto/dovere di difendere la proprietà, fino al momento in cui non riesca ad accettare il nuovo venuto come un membro del gruppo, della colonia, del branco e non più un estraneo od un pericoloso competitore. In linea di principio l’animale che per primo si trova ad alloggiare in una dimora rimane il dominante e gli deve essere riservato un trattamento adeguato. Il nuovo arrivato si assoggetterà con disponibilità allo stato di cose e non risentirà negativamente della gerarchia che il dominante saprà imporre. Nella pratica clinica, al riguardo, ho vissuto esperienze anche divertenti: come il caso di un coniglio nano che, accolto per primo nell’abitazione dei proprietari, è divenuto, ed ha saputo mantenerne la carica, il dominante su un cane di media taglia…dal carattere non propriamente mansueto!


Alberto FRANCHI
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Verona
Ambulatorio Veterinario Avesa - Verona

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