Come curare la sindrome di ansia da separazione?

Molti proprietari di cani mi riferiscono che al loro ritorno trovano la casa in disordine o distrutta dal cane, che si vuole vendicare per la loro prolungata assenza. Voglio subito precisare che i cani non fanno “i dispetti ai proprietari” per ripicca contro la loro assenza. Quelle che si notano al rientro a casa sono manifestazioni di profonda sofferenza. Solo noi umani facciamo i dispetti (le faide, le rappresaglie e la ritorsioni ne sono un esecrabile esempio). Inoltre punire i cani per qualcosa che hanno commesso non ha senso: nemmeno quando presenti all’atto di compiere il danno. La violenza e gli abusi contro un piccolo animale sono per prima cosa eticamente inaccettabili, poi controproducenti. In un cane aggressivo la violenza del proprietario esacerba le manifestazioni violente (la violenza viene giustamente percepita dal cane come un mezzo di relazione con l’uomo, lo fa proprio e lo impiega a sua volta). In un cane ansioso non fa che aumentare l’ansia. Ne approfitto per ricordare che alcuni cani estremamente ansiosi, accettano e giungono a desiderare un atto violento da parte del padrone pur di riceverne l’attenzione! Consiglio in questi casi di iniziare un percorso terapeutico che abbia come fine la riduzione e la scomparsa dell’ansia. Baso la terapia comportamentale soprattutto sulla modificazione delle relazioni uomo-cane. Da una parte miro, attraverso stadi crescenti, a togliere l’ansia inducendo l’animale ad avere fiducia e stima nel proprietari: la disciplina diminuisce l’intensità dell’ansia. L’animale è tranquillo e sereno quando percepisce di avere un ottimo referente nel padrone. Parallelamente vengono intrapresi degli esercizi comportamentali che inducono l’animale a rimanere calmo e rilassato; lontano progressivamente dal padrone nel tempo e nello spazio. Nella maggior parte dei casi giungo a buoni risultati entro alcune settimane, senza l’impiego di farmaci. Qualora la situazione lo esiga, anche per facilitare l’apprendimento delle modificazioni comportamentali da parte dell’animale, si possono impiegare farmaci che tolgono l’ansia. Essi, è bene ricordarlo, sono un ausilio alla cura, non la terapia. Vanno somministrati per il tempo strettamente necessario e non per tutta la vita del cane (non avrebbe senso) e vengono ridotti a dosi decrescenti man mano che si notano i progressi dovuti alla terapia comportamentale attuata dal proprietario.


Alberto FRANCHI
Ambulatorio Veterinario Borgo Venezia - Verona
Ambulatorio Veterinario Avesa - Verona

TORNA INDIETRO